Villains LTD

 

#43

ANARCHY IN THE LTD

 

 

Camden, New Jersey

Pathfinder esce da un portale di teletrasporto, focalizzando il proprio potere: il suo senso mutante non rivela la posizione di nessuna persona di sua conoscenza nel raggio di decine di chilometri.

-Via libera – annuncia, facendo strada ad Insomnia che ripone la pistola nella fondina.

Slim Snake ed Eclisse escono subito dopo; quest’ultima porta al collo un piccolo astuccio, contenente tutto ciò che è rimasto di Shades: i suoi occhiali. Nessuno dei due ha detto una parola da alcune ore.

Ad uscire per ultimi sono Switch e l’agente Zero, che invece non hanno smesso un secondo di parlare.

-Vediamo se ho capito – prosegue Switch facendo scomparire il portale – Il Flagello Nero è ancora vivo, e ci ha spiato per tutto questo tempo grazie agli impianti cibernetici che ha lasciato dentro la testa di Pathfinder...

-Fino a quando non li ho disattivati questa mattina – annuisce il misterioso agente dei Guardiani, il cui volto è costantemente oscurato da un effetto pixel.

-Ed è a capo di questa organizzazione, l’Ottava Coalizione, che ci vuole tutti morti...

-Non esattamente. Vogliono la distruzione della Villains LTD, cosa che mi sembra siate riusciti a fare da soli. Può darsi che non vi vogliano morti, solamente fuori dagli affari.

-C’è differenza? – chiede Slim Snake, totalmente ignorato dagli altri.

-Siamo proprio sicuri che sia stata una buona idea venire qui? – chiede Insomnia – Questa non è una città molto piccola, e noialtri diamo piuttosto nell’occhio.

-E’ indispensabile. Dopo la morte di Shades...

-Non è morto, è solo spento – protesta Eclisse – Sono sicura che sia solo questione di tempo prima che torni.

-Tempo che non avete – sottolinea Zero – Siete in gamba, d’accordo, ma siete pesantemente indeboliti ora. Avete bisogno di un peso massimo se  volete sopravvivere. Sapete che lo SHIELD mantiene un database di tutti i super-esseri conosciuti del pianeta? Alcuni di voi erano sulla lista anche prima di darsi al crimine. DeCeyt vi ha scovato prima che i Guardiani avessero abbastanza libertà per agire in modo deciso, ma dovrei avere la mia chance all’incirca...adesso.

I membri superstiti della Villains LTD osservano il loro nuovo alleato, increduli. Passano alcuni secondi.

-Un po’ di pazienza, per favore – prende tempo Zero.

Due secondi dopo si sente il rumore di vetri rotti dall’altro lato della strada, e al di sotto del campo di mascheramento Zero sorride per l’imperfetto tempismo.

 

All’interno del bar, uomini e donne si allontanano spaventati dal bancone. Il barista, un uomo robusto di un metro e novanta, osserva nervosamente la vetrata completamente distrutta.

Di fronte a lui, una ragazza dai capelli, vestiti e trucco pesante completamente neri. I suoi occhi verdi sono l’unica nota di colore, ma lui non si sogna neanche di fissarli.

-Ripeti un po’ – dice la ragazza che pochi secondi prima ha scagliato la sedia attraverso il vetro.

-Non voglio guai, May...

-L’altra cosa.

-Non posso...non posso darti alcolici, May. Sei minorenne e...

La ragazza si alza in piedi, afferrandolo per la giacca e trascinandolo verso di sé. Lei è piuttosto magra, forse pesa meno della metà del barista, e non dimostra più di sedici anni. Lo trascina verso di sé come se non pesasse niente.

-Quante cazzo di volte devo dirti di chiamarmi Mayhem ?

La ragazza scaraventa l’uomo per aria, con la stessa facilità con cui aveva sollevato la sedia. L’uomo passa attraverso un disco di teletrasporto, cascando nel fiume Hudson a chilometri di distanza.

Mayhem si volta verso l’ingresso. Un uomo in costume nero, un altro il cui volto è impossibile da distinguere, ed una donna in costume verde si stanno avvicinando. I clienti del bar si innervosiscono, ma nessuno tenta mosse azzardate grazie al fucile imbracciato da Insomnia.

-E voi chi cazzo siete ? – chiede Mayhem.

-Chi cazzo sei tu ? – controbatte Switch.

-Uno scontro tra geni... – mormora Insomnia alzando gli occhi al cielo.

-Mayra Hemmings, presumo. Sono l’Agente Zero, ed ho una proposta per lei.

-Quel nome fa schifo, faccia di merda – risponde la ragazza, battendo il palmo della mano sul bancone...sfasciandolo in un colpo solo, per ribadire – Per te, sono Mayhem.

-Non abbiamo cose più urgenti da fare che fare da babysitter ad una ragazzina che gioca a fare la ribelle? – chiede Switch.

In risposta, Mayhem cerca di afferrarlo per il costume...ma si ritrova con nulla in mano, perché il teleporta è già alle sue spalle. Lei si volta un’altra volta per dargli un pugno, anche questo a vuoto.

-Switch, per piacere, non stuzzicarla – lo avverte Zero.

Mayhem infatti solleva il palmo come se volesse indicare “time out”. Invece picchia il palmo sinistro con il pugno destro, creando un’onda d’urto che manda in frantumi tutte le bottiglie, i bicchieri ed i pochi vetri rimasti intatti. Switch resta intontito, e non ha il tempo di teleportarsi via: Mayhem lo afferra per il collo e lo solleva da terra, ritrovandosi una pistola puntata alla tempia.

-Mettilo giù – intima Insomnia.

-Sto cercando di assumerla, volete smetterla di urlare che volete cominciare una rissa ? – chiede Zero.

-Assumere ? – chiede Mayhem, mollando la presa.

-L’avevamo capito – risponde Switch.

-Prima di far entrare qualcuno nel gruppo lo prendiamo sempre a calci; è una tradizione – precisa Insomnia.

-Io con delle teste di cazzo così non ci lavoro – è la reazione di Mayhem, che si alza in volo.

Si solleva fino a sfondare il soffitto, passare attraverso il primo piano, sfondare il tetto, e continuare a salire.

-Sigh. Criminali... – sospira Zero, strofinandosi gli occhi resi irriconoscibili dal suo campo di camuffamento – Switch, Pathfinder, riportatela a terra. Ed almeno per cinque minuti cercate di non fare di testa vostra.

 

Mayhem è già a diverse decine di metri di altezza, quando sulla propria traiettoria trova una donna appena uscita da un portale di teletrasporto. Non ha abbastanza tempo per fermarsi, e non si preoccupa troppo del fatto che la donna si prepari a calciarla: cosa spera di ottenere ?

Pochi secondi dopo, Mayhem si schianta contro il muro di un palazzo a cinquanta metri di distanza, e precipita a terra colpendo l’asfalto con la faccia. Pathfinder afferra un lampione per rallentare la discesa, e le atterra direttamente in testa commentando:

-Non mi sembra un gran miglioramento rispetto al passato.

-Allora fate davvero così con tutti: credevo scherzaste ! – nota Eclisse, tramutandosi da nebbia in forma umana. Mayhem si rialza in piedi, un po’ scossa ma apparentemente illesa; Eclisse la afferra alle spalle, impedendole di muoversi.

-Lasciami andare, brutta testa di cazzo rottinculo figlia di troia, o ti spacco quella faccia di-

Pathfinder la colpisce con un calcio in bocca, togliendole la parola. Eclisse avverte chiaramente il colpo, che avrebbe fatto esplodere la testa di un normale essere umano: non è sorpresa tanto per la forza, né per il fatto che Mayhem non si sia fatta niente, ma per la voce di Pathfinder quando afferra l’avversaria per la maglietta nera e le parla a due centimetri dal naso.

-Adesso ascoltami bene, ragazzina. Non mi interessa chi o cosa credi di essere o quanto vuoi fare la dura: ho avuto una pessima settimana. Fammi incazzare e non riuscirai più a sederti per il resto della vita, ci siamo capite !?

Tutta la spavalderia di Mayhem si scioglie quando Pathfinder la lascia andare, respingendola con espressione disgustata: l’espressione negli occhi della mutante l’ha spaventata molto di più dell’incontro con l’asfalto. Eclisse non sa cosa pensare: non la conosce quanto gli altri del gruppo, forse, ma non l’ha mai vista così.

Pathfinder avrebbe qualcosa da dire anche contro Eclisse, qualcosa che le fa bollire il sangue. Si allontana nervosamente, ma appena distoglie lo sguardo dalla mezza vampira non riesce più a ricordarsi che cosa fosse a farla arrabbiare così tanto.

 

Il resto del gruppo si teleporta davanti a Mayhem, che adesso è abbastanza sotto controllo da non aver bisogno di una guardia personale. Insomnia la tiene comunque sotto tiro, posizionandosi di fianco ad Eclisse...che allontana con una spinta, e con un’espressione di disgusto.

-Hey ! Ma che avete tutti !?

-Non rompere; ho anche dei paletti di legno, se necessario.

Pur notando con la coda dell’occhio che qualcosa non va nel gruppo, Zero ha altro a cui pensare. Si avvicina alla nuova recluta, per parlarle fissandola negli occhi (anche se per la ragazza è impossibile capirlo).

-Spero che tu sia più disponibile a parlare adesso, Mayhem.

-Siete la Villains LTD, vero ? Sapevo che eravate delle gran teste di cazzo, ma...

-Ricominciamo da capo. Sono l’agente Zero, e ti offro dieci milioni di dollari l’anno per lavorare per me.

-Che tipo di lavoro ?

-Variabile. Ma richiede di violare quasi tutte le leggi di questa nazione, e frequentemente anche di altre.

-Certo, perché no ? Non è che abbia niente di meglio da fare – risponde Mayhem, stringendo la mano all’uomo senza volto.

 

Terra Selvaggia, Antartide

Sede centrale della Villains LTD

Il dottor Chen Lu, meglio conosciuto in occidente come l’Uomo Radioattivo, osserva la complessa macchina con un misto di orgoglio e rassegnazione.

E’ il macchinario più avanzato e complesso che abbia mai visto, e può dirsi soddisfatto del proprio ruolo...pur non avendo ancora idea di che cosa si tratti. In qualche modo, DeCeyt è riuscito a tenerlo all’oscuro del fine ultimo di questo progetto...nonostante il dottore ci abbia lavorato anche più a lungo dell’Imperatore del Crimine.

Nonostante tutto, però, si è accorto fin troppo bene di quanto la Villains LTD gli sia crollata attorno. Non sa ancora di essere l’ultimo dipendente effettivo, ma l’idea che si è fatto è molto simile alla realtà. DeCeyt è diventato sempre più freddo e distaccato, servendosi sempre meno dell’aiuto di chiunque.

Forse soltanto ora si è accorto della vera natura dell’Imperatore. Non è certo la prima volta che l’Uomo Radioattivo ha a che fare con figure enigmatiche, ma in qualche modo DeCeyt sfugge a qualsiasi sua definizione: non ha mai visto nessuno trattare degli esseri umani con la totale indifferenza che ha dimostrato nelle ultime settimane.

Il dottor Lu è uno scienziato e un criminale. Sa come trattare con gli uomini governati dalla curiosità o dall’odio. Ma come si fa a comprendere un uomo guidato dal vuoto ?

Suona un allarme. Si accende uno schermo, sulla sui superficie si disegna una mappa del pianeta. Una luce rossa lampeggia incessantemente.

-Rimarchevole – commenta DeCeyt, senza distogliere lo sguardo dalla macchina – Non reputavo il signor Freeman così incondizionatamente incosciente. Sono stato io a selezionare i rifugi standard, riteneva davvero possibile nascondersi in uno di essi senza che io ne venissi a conoscenza ?

-Probabilmente è una trappola – nota l’Uomo Radioattivo. Non credeva che Switch fosse così persistente !

-Un altro Imperatore scrisse “Mai interrompere il proprio nemico mentre sta facendo un errore”, dottor Lu. Ciononostante, la ribellione del signor Freeman è incrementalmente fastidiosa; si prepari ad una missione sul campo, poiché è necessario uccidere tutti i suoi alleati.

-Come, ed il suo progetto ? Non abbiamo ancora completato...

-Sono perfettamente in grado di concludere il progetto da solo, dottor Lu – risponde DeCeyt, impugnando la Chiave dello Zodiaco che è appesa al suo collo ormai da mesi.

L’Uomo Radioattivo non si è mai trovato a proprio agio con la Chiave. Non ha importanza che si tratti di avanzatissima tecnologia extradimensionale o di magia...i suoi dubbi su quest’ultima sono svaniti dopo troppe battaglie con Thor...c’è chiaramente qualcosa di sinistro all’opera.

-Perché no ? Sono chiuso in laboratorio da troppo tempo, un po’ di sano esercizio ci vuole.

-Un’ultima cosa, dottore...se dovesse fallire, non si disturbi a fare ritorno.

Con queste ultime parole enigmatiche, DeCeyt punta la Chiave dello Zodiaco verso il proprio ultimi dipendente...che svanisce in un lampo di luce dorata.

Dopodiché, c’è il silenzio. Per la prima volta da moltissimo tempo, DeCeyt è solo. Non ci sono agenti da mandare in missione, non ci sono minuzie burocratiche da portare avanti, non ci sono potenziali alleati con cui mercanteggiare, non c’è nemmeno l’incessante bombardamento di informazioni esterne che lo teneva informato sul mondo a cui ha rinunciato.

C’è chi potrebbe interpretare il silenzio di DeCeyt come la nostalgia del caos quotidiano. C’è chi potrebbe intenderlo come la soddisfazione della solitudine ritrovata. Invece non c’è nulla, mentre DeCeyt usa la Chiave per sollevare il pesantissimo macchinario a cui apportare le modifiche finali.

 

New York City

La Vedova Nera rientra nel proprio appartamento passando per la finestra, dopo una ronda notturna priva di avvenimenti. Sa che questa città è fin troppo protetta dagli altri eroi, ma non c’è niente di meglio per schiarirsi le idee che fare un po’ di movimento.

Il telefono suona non appena chiude la finestra. Riconosce il numero sul display, e sa anche che ufficialmente appartiene al negozio di un parrucchiere. Lo SHIELD dovrebbe stare più attento a certi dettagli, quale parrucchiere telefona alle proprie clienti alle due di notte ?

-Hai un tempismo impeccabile, Dugan – risponde prendendo in mano il ricevitore – Sei l’unico che non mi chiama mai quando sono sotto la doccia.

-Sai che sono un gentiluomo, Natasha. Sei fortunata che la richiesta di Quartermain di usare trasmettitori olografici per contattare i nostri agenti freelance non sia stata approvata...

-Che posso fare per te, Dum Dum ?

-A dire la verità devo passarti un messaggio da parte di Nick. Vorrei dirti perché al momento non può venire al telefono, ma poi dovrei spararti.

-Dì la verità, da quanto tempo aspettavi di poter fare questa battuta ?

-Scherzi ? Natasha, da quando devo dirlo sul serio almeno due volte la settimana, ha smesso di essere divertente. Nick ha detto che volevi essere informata su qualsiasi sviluppo che riguardasse la Villains LTD ed i Guardiani.

-Ti ascolto – risponde Natasha, mentre qualcuno bussa alla porta. Continuando ad ascoltare, punta il braccio destro verso l’ingresso per stordire con il Morso di Vedova qualsiasi visitatore inaspettato.

-Diamond Dran è entrato nel Programma Protezione Testimoni, sotto la custodia dell’FBSA...lo tengono ad Honolulu, da non credere. Speed Demon invece è riuscito a scappare durante il trasferimento alla Volta...mi spiace. Mi stai ascoltando, Natasha ?

-Certo – risponde la Vedova Nera, recuperando la lettera che è appena passata sotto la porta. Vi è stato impresso un cerchio barrato...uno zero.

-Abbiamo catturato il Laser Vivente, intanto: attualmente è in coma e secondo i cervelloni ha perso i suoi poteri. Per quanto riguarda i Guardiani, è confermato: qualcuno ha rubato la Nebbia di Guerra, e non abbiamo idea di quando sia successo. Mesi, probabilmente.

La Vedova Nera apre la busta, che contiene un semplice foglio con un messaggio:

“Calma. La Villains LTD ci serve ancora per un po’. Recati subito all’indirizzo qui sotto. Sola. Firmato: zero”

-Comincio a pensare che la LTD ed i Guardiani siano in qualche modo collegati, Dugan.

In fondo al foglio c’è un indirizzo, e più sotto la frase “Questo messaggio si autodistruggerà quindici secondi dopo l’apertura della busta. Salutami Dugan”.

Natasha fa appena in tempo a leggere e memorizzare il messaggio, prima che la carta si riduca in finissima polvere tra le sue mani.

-Cosa te lo fa pensare, Natasha ?

-Intuito femminile – risponde la Vedova Nera, riagganciando. La doccia dovrà aspettare: è il momento di andare a fondo a questa faccenda.

 

Cancún, Messico

Sette persone sono apparse pochi minuti prima sulla spiaggia messicana, deserta a quest’ora ed illuminata solo dalla luna.

Zero si tiene in disparte, parlando a voce bassa con Mayhem per contrattare i suoi servizi. I cinque ex agenti della Villains LTD discutono, mentre Switch si toglie la maschera ed accende una sigaretta.

-Devi proprio? – protesta Pathfinder, allontanando il fumo agitando una mano.

-Non ricominciare, ‘Finder, ho già abbastanza di cui preoccuparmi. Non mi fido della ragazza.

-A me sembra a posto – risponde Insomnia, verificando di aver caricato tutte le armi che porta addosso.

-Poteva uccidermi, prima !

-Nah. Avresti potuto teleportarti prima che ti strangolasse – controbatte Slim Snake.

-Io vi ho quasi ucciso tutti, una volta – ricorda Eclisse, che si pente di aver aperto bocca dopo essersi ritrovata addosso quattro paia di occhi innervositi.

-Ma forse non volete parlarne – aggiunge a bassa voce.

-Praticamente tutti quelli che abbiamo fatto entrare nel gruppo hanno cercato di ucciderci, una volta o l’altra...e senza Shades, ci servono rinforzi – conclude Insomnia.

-Non significa che debba piacermi – conclude Switch, gettando in mare il mozzicone.

Zero e Mayhem stanno tornando verso il resto del gruppo. Pathfinder si avvicina a Switch e sussurra:

-E’ vero ? Che combattiamo sempre i nuovi arrivati ?

-Che cazzo stai...ah già, l’amnesia - ricorda Switch – Sì, è praticamente sempre vero. Pensavo fosse un’idea di DeCeyt, ma sembra che ci capiti comunque.

-Anche io ho cercato di uccidervi ? Voglio dire, prima della storia del Flagello Nero ?

Switch esita un istante, prima di rispondere alla mutante. Forse dovrebbe dirle che una volta ha combattuto la Villains LTD, dopo esserne stata cacciata. Forse dovrebbe dirle che era stata incastrata da DeCeyt per chissà quale trama perversa. Forse dovrebbe sapere che il resto del gruppo...anzi, che lui stesso aveva accettato l’ordine di ucciderla, e che se non fosse stato per l’intervento del Flagello Nero sarebbe ancora in coma. E forse non è giusto tenerle nascosto che, durante il periodo in cui era solo un drone nelle mani del Flagello Nero, Pathfinder ha ucciso la propria sorella...

-No, ‘Finder, tu sei nel gruppo fin dall’inizio. Non ci siamo mai scontrati – mente spudoratamente Switch.

-Oh. Mi sembrava di ricordare che...non fa niente – taglia corto la mutante, allontanandosi.

Rimettendosi la maschera, Switch prega che la sua compagna di squadra non recuperi mai completamente la memoria: è l’unica cosa che al momento gli fa paura più dell’imminente scontro con DeCeyt.

 

Non c’è tempo per le presentazioni, perché con estremo disappunto di tutti i presenti Zero inizia a sputare ordini:

-Pathfinder, avvisami appena avremo compagnia: non dovrebbe mancare molto. Insomnia, voglio che prepari un proiettile cavo da 7,62 e che riscaldi la vista a infrarossi. Switch, prepara tre portali: uno in mezzo all’oceano, uno per il Sahara ed uno per la California, possibilmente un posto isolato. Slim Snake, tu prendi in custodia gli occhiali di Shades. Mayhem, Insomnia, voi due venite con me su Isla Mujeres. Domande ?

-Qual è il piano ? – chiedono all’unisono tutti i presenti.

L’agente Zero resta spiazzato dalla domanda, così tanto da farlo notare nonostante la faccia non sia minimamente visibile.

-Non vorrete farmi credere che DeCeyt vi mettesse al corrente di ogni decisione tattica, vero ?

-Tu non sei DeCeyt – risponde Switch.

Zero sospira. Questo lavoro sarà molto più difficile di quanto avesse previsto...

 

Tokyo, Giappone

Tomi Shishido si inginocchia di fronte all’ologramma del Flagello Nero; attorno a lui, i ninja chiamati Figli della Luce Bianca restano immobili e in silenzio.

Il Flagello Nero...o meglio Livia van der Vorst-DeCeyt, dato che non prova neanche più a nascondere il proprio volto... proietta una luce dorata dai propri occhi, che nemmeno lo sguardo pietrificante di Tomi osa sfiorare.

-Gorgon. Ricordo chiaramente di averti ordinato di recarti alla mia base.

-Ho avuto da fare, Flagello. In effetti, ho da poco informato gli altri membri dell’Ottava Coalizione della sconfitta dell’Elite...in particolare, gli ho mostrato il video dello scontro tra la Presenza e DeCeyt.

-Tu...hai fatto...cosa!? – ringhia il Flagello Nero, evidentemente su tutte le furie.

-Non solo, ho anche fornito loro le prove che Insomnia è passata dalla parte di Switch. Il Teschio Rosso mi ha chiesto di farti sapere che non ha più alcun interesse a collaborare...in effetti, tutti i nostri alleati ritengono che l’Ottava Coalizione sia una grossa perdita di tempo, ora che la Villains LTD si è distrutta da sola.

-Hai tendenze suicide, Gorgon? Dovresti sapere che possiedo ancora il controllo su una frazione della Chiave dello Zodiaco...hai visto che cosa ho fatto alla base del Padrone del Mondo.

-Sì, ma so anche che hai perso Slowdown. Ascolta, Flagello...io volevo rilevare la Villains LTD. Eri tu quella fissata con la distruzione di DeCeyt, ricordi?

-Eri il mio preferito, Gorgon. Spero tu possa bruciare in qualsiasi inferno concepisca qualcuno come te.

Gli occhi di Gorgon brillano come quelli del Flagello Nero, ed il giapponese sguaina la fidata katana. Osserva il riflesso dei propri occhiali da sole nella lama della spada, prima di toglierli.

Non appena il controllo mentale del Flagello Nero si allenta, il corpo di Gorgon si tramuta in una statua di pietra. Ad uno ad uno, i Figli della Luce Bianca cadono privi di vita.

Spegnendo l’ologramma, il Flagello Nero comprende quale dev’essere il prossimo passo.

-Sembra che tu riesca a rovinarmi la vita anche senza agire in prima persona, Augustus. Forse dovrei farti assaggiare la tua stessa medicina...

 

Isla Mujeres, Cancun

Mentre Insomnia e Zero mettono a punto gli ultimi dettagli del piano, Insomnia osserva Mayhem. Il vento notturno smuove il lungo mantello nero della mezza vampira, mentre la nuova arrivata sembra trovarsi a proprio agio pur indossando una maglietta stracciata che ne lascia scoperto l’ombelico.

-Non hai freddo ? – chiede Eclisse.

-Fatti i cazzi tuoi – è la risposta a denti stretti di Mayhem.

Due secondi di silenzio. Gli occhi verdi di Mayhem risplendono di una strana energia, restando ben visibili anche nell’oscurità. Eclisse non sembra riflettere un solo raggio di luna.

-Sono invulnerabile, okay ? – si decide a rispondere Mayhem.

-Oh. E poi ?

-Volo, superforza ed un pessimo carattere. Com’è che ti chiami, Goth Girl ?

-Eclisse – precisa la ragazza, un po’ seccata dalla continua ostilità della nuova recluta.

-Quello che è. Senti, non è una cosa personale: lavoriamo e basta, non mi va di socializzare.

-Come vuoi. Ma ti consiglio di piantarla con la posa da dura o sarà difficile prenderti sul serio. La tua storia triste non interessa a nessuno, d’accordo ?

-Chi cazzo ti credi di essere ? – risponde Mayhem, fluttuando a qualche centimetro dal suolo. I suoi occhi ora brillano di energia, ma Eclisse non sembra impressionata.

-Fammi indovinare. Famiglia difficile ?

-I miei genitori mi hanno trovata su un’astronave precipitata. Sono morti l’anno scorso di overdose. Qualcosa da dire in proposito !?

-Mia madre è una contessa vampira e mio padre è uno psicotico pluriomicida che ha venduto l’anima alle Ombre. E’ appena morto.

La risposta di Eclisse è stata completamente priva di emozione. Mayhem la osserva perplessa, poi scende di nuovo a terra ed i suoi occhi smettono di brillare.

-Okay, hai vinto tu – mormora.

 

Switch, Pathfinder e Slim Snake sono ancora sulla spiaggia, aspettando il momento giusto. I primi due restano in silenzio, cercando di non pensare; il Deviante invece tiene in mano una custodia nera, e si sforza di pensare a qualcosa.

All’interno della custodia ci sono degli occhiali da sole, l’ultimo frammento rimasto di Shades...e Slim si chiede cosa dovrebbe rappresentare per lui tutto questo, in particolare la possibile morte del compagno di squadra. Non ha mai capito come gli altri membri del gruppo potessero al tempo stesso considerarlo un amico ed esserne terrorizzati...a dire la verità, pur essendosi sempre guardato le spalle da lui, Slim non ha mai dato troppa importanza all’uomo-ombra.

-Ci siamo – annuncia Pathfinder – Quarantacinque metri a sinistra.

-Perfetto. Zero, ci siamo – risponde Switch parlando alla ricetrasmittente installata nella propria maschera, prima di teleportare via se stesso e la mutante.

Slim Snake resta solo, isolato dal resto del gruppo, con in mano uno dei più grandi enigmi della propria vita. E naturalmente apre la custodia.

-Chissà com’è vedere il mondo con gli occhi di Shades ? – si chiede, sollevando gli occhiali.

Senza indossarli, osserva la Luna dall’altra parte delle lenti scure...e resta bloccato per qualche secondo.

Poi sorride.

 

L’Uomo Radioattivo risplende di luce verde fosforescente, illuminando la spiaggia deserta. Questo non è decisamente il suo lavoro...lui è uno scienziato ed uno degli uomini più pericolosi del pianeta, come può essersi ridotto a fare il lavoro sporco di DeCeyt ?

Pathfinder esce da un portale di teletrasporto, agganciando qualcosa al costume del dottor Lu per poi saltare via, attraverso un altro portale. L’Uomo Radioattivo alza il proprio livello energetico, diventando abbastanza caldo da ustionare chiunque lo sfiori...ma non succede niente.

-Lo so che siete qui, quindi finiamola il più presto possibile – avverte, staccando l’oggetto lasciato da Pathfinder.

E’ uno specchio. L’Uomo Radioattivo si chiede a cosa possa mai servire una cosa del genere contro una bomba atomica umana, quando un puntino di luce rossa si posiziona sul suo petto.

Alza attorno a sé un’aura di radiazioni, giusto in tempo vaporizzare un proiettile. Lo scienziato cinese sorride per pochi istanti, giusto il tempo di notare la gran quantità di fumo grigio che è uscito dal proiettile.

-Ingegnoso ! Ma a cosa servono armi del genere, contro una forza della natura ?

L’Uomo Radioattivo sposta il fumo con una mano, ma non serve: il vapore si muove direttamente verso la sua bocca, entrando sempre di più fino a riempire i polmoni. Il suo corpo diventa così caldo e radioattivo da fondere la sabbia su cui si trova, ma il fumo grigio continua a bloccargli le vie respiratorie.

Metà del fumo riprende la propria forma originale: Eclisse.

-Una forza della natura che ha bisogno di respirare. Ti ricordi di me, vero ? La radioattività è inutile con una non-morta.

Proprio ora, qualcosa che si muove con estrema rapidità colpisce l’Uomo Radioattivo al plesso solare, facendogli espellere il fumo pochi istanti prima che perda conoscenza. La spinta sposta anche Eclisse, che ritorna completamente solida e cade sulla sabbia.

-Hey ! Questo non era nel...Slim ?

Di fronte a lei c’è un Deviante che indossa gli stessi vestiti di Slim Snake, certo, ma qualcosa non torna. La sua massa muscolare è quasi raddoppiata, ed i suoi occhi sono rossi.

-Questo è mio – sibila, stringendo i pugni.

Dalla sua pelle a scaglie escono delle punte acuminate, che ricoprono le braccia e la testa altrimenti calva. L’Uomo Radioattivo continua a tossire mentre recupera fiato. Slim Snake, con un pugno ricoperto di punte da 5 centimetri, lo colpisce allo stomaco.

 

A poco meno di cinque chilometri di distanza, l’agente Zero sta osservando la battaglia da un binocolo. Il piano era semplicissimo: Eclisse si sarebbe tramutata in nebbia, sparata all’interno di un proiettile dal fucile da cecchino di Insomnia. L’Uomo Radioattivo dovrebbe già essere morto.

-Che stanno combinando !? – si chiede.

Subito dopo è costretto a distogliere lo sguardo. Un bagliore radioattivo ha appena illuminato a giorno la spiaggia per più di mezzo secondo.

 

L’Uomo Radioattivo si alza da terra, tenendo stretta la ferita allo stomaco. La temperatura della sua pelle è di 400 gradi, e per un essere umano avvicinarsi per più di cinque metri significherebbe una morte istantanea. Come se non bastasse, decine di ombrelloni e sedie a sdraio hanno iniziato un piccolo incendio.

Un grosso portale nero scarica alcune tonnellate di acqua sulla spiaggia, spegnendo le fiamme. L’Uomo Radioattivo non vede quasi più niente, per colpa del denso vapore generato dallo scontro tra l’acqua ed il suo intenso calore corporeo.

Non vede neanche arrivare il pugno di Eclisse, ma è più sorpreso dal fatto che riesca a sentire il colpo. Afferrando il polso della ragazza, si vanta:

-Non male. Ma ho combattuto con Thor, chi ti credi di essere ?

Se Eclisse ha una risposta, non può più darla quando l’Uomo Radioattivo la lancia oltre l’orizzonte senza il minimo sforzo. Il vapore comincia a diradarsi; la piccola nube radioattiva illumina la spiaggia, quindi riesce a vedere Switch e Pathfinder che lo osservano indecisi sul da farsi.

-Non pensavate davvero di potermi fare del male, vero ? Mi avete a malapena graffiato. Non so come avete fatto ad uccidere Graviton, ma non siete della mia stessa lega.

-Credo dovremmo andarcene – suggerisce Pathfinder, iniziando ad indietreggiare. La radioattività dell’ex compagno di squadra l’ha sempre spaventata, ma è la prima volta che rischia seriamente di doverne subire gli effetti.

-Posso teleportarlo a Chernobyl – risponde incerto Switch.

-Credi davvero che DeCeyt sia così stupido – controbatte l’Uomo Radioattivo ridacchiando – Da non aver studiato delle contromisure ? I tuoi poteri non funzionano in presenza di alti livelli di energia radioattiva. Scommetto che nemmeno tu lo sapevi !

In effetti, per quanto ci stia provando, Switch non riesce nemmeno a teleportarsi per mettersi in salvo.

-Niente di personale. Sarà indolore – promette l’Uomo Radioattivo, puntando le mani verso i due criminali e caricando la propria energia radioattiva.

Poi qualcosa gli salta addosso. Qualcosa di verde e molto arrabbiato. Pathfinder e Switch ne approfittano per correre in salvo.

 

Qualcosa che prima era Slim Snake è addosso all’Uomo Radioattivo. La sua pelle brucia al contatto, ma la cosa non sembra disturbarlo. Colpisce ripetutamente l’avversario, anche se le scaglie della sua pelle e le punte acuminate si riducono a brandelli fumanti ad ogni pugno.

-Togliti di dosso ! – urla l’Uomo Radioattivo, recidendo il braccio destro dell’avversario con una scarica energetica. Riprendendo fiato, recupera le energie radioattive lasciate libere sulla spiaggia.

Il Deviante riprende rapidamente il proprio solito aspetto, restando privo di sensi sulla sabbia vetrificata dal calore. Nudo e senza un braccio, sembra altrimenti illeso.

-Incredibile. Non ho mai combattuto niente di così...brutale. Non dovrebbe essere minimamente a questi livelli di...cos’è questo ?

Il braccio reciso del Deviante stringe ancora in pugno un paio di occhiali da sole.

-Come hanno fatto a non liquefarsi ? – si chiede l’Uomo Radioattivo.

Poco dopo, qualcosa lo colpisce a più di 700 chilometri orari.

 

Sotto i ghiacci della Groenlandia

Seduta sul proprio trono dorato, Livia van der Vorst sta riflettendo. Davanti ai suoi occhi, due schermi di energia mostrano due scene completamente diverse: una violenta battaglia in Messico ed una base in Antartide apparentemente deserta.

Il Flagello Nero sta pensando. Ed i suoi pensieri, come sempre, sono carichi di odio.

Dopotutto, non era stato forse il suo odio bruciante ad attirare in questa dimensione la Chiave dello Zodiaco? Non era stato l’odio a permetterle di controllarla, di riprendersi il corpo che DeCeyt le aveva tolto insieme alla vita e al figlio?

Ridotta ad un cervello in bottiglia per un disumano esperimento scientifico, Livia era sopravvissuta unicamente grazie all’odio che provava per il marito. Per anni ed anni aveva impiegato ogni secondo della propria esistenza ad odiare Augustus DeCeyt e a progettare la propria vendetta.

Ha provato a distruggere la sua organizzazione: lui è sopravvissuto. Ha provato a corrompere la sua mente: lui sta continuando con i propri piani. Ha provato ad assoldare dei sicari: lui li ha sconfitti.

Ha provato a creare un’organizzazione rivale, e tutto le è crollato addosso per colpa degli ex collaboratori di DeCeyt, senza che lui alzasse un dito.

Livia van der Vorst odia Augustus DeCeyt più di quanto qualsiasi essere umano ne abbia mai odiato un altro...ma non è abbastanza.

Sente di avere ancora un’ultima goccia di odio da poter sfruttare.

 

Cancún, Messico

I residenti dell’hotel si sono riversati in strada in massa, attirati dal grande bagliore proveniente dalla spiaggia e dal frastuono. Alcuni di loro riescono a vedere il massiccio corpo verde dell’Uomo Radioattivo scaraventato contro l’edificio, e poi ancora uscire tranquillamente dalle macerie come se nulla fosse successo.

Mentre si toglie di dosso i detriti, una ragazza in abiti neri stracciati fluttua di fronte a lui.

-E tu chi saresti ? – le chiede.

-Mayhem – risponde lei facendosi scroccare le nocche e controllando le unghie nere – Sei il mio primo lavoro, sai.

-Hai scelto il momento sbagliato, ragazzina. Sono ferito, arrabbiato e più potente che mai.

La ragazza vola a tutta velocità verso l’Uomo Radioattivo, colpendolo con un pugno alla mascella. In risposta, tutti i vetri dell’hotel e dei palazzi circostanti si infrangono per colpa dell’onda d’urto. L’Uomo Radioattivo non ha battuto ciglio.

-Wow – si meraviglia Mayhem – Non credevo di poter picchiare così forte.

-Davvero ? I miei campi di forza radioattivi possono respingere il martello di Thor, ragazzina, ed ho imparato ad focalizzare il mio potere. Lascia che te lo dimostri.

L’Uomo Radioattivo emette una scarica di energia abbastanza sufficiente da scaraventare Mayhem dall’altra parte della città. Prima di arrivarci, però, il corpo della ragazza abbatte almeno due dozzine di muri.

L’Uomo Radioattivo esce di nuovo in strada, dove le persone urlano e scappano alla sua vista. Una cacofonia di sirene d’ambulanza e di macchine della polizia si avvicina sempre di più, ed il dottor Chen Lu risente della nostalgia dei vecchi tempi.

-Ah, quanto mi mancava questa vita ! Chiuso in un laboratorio per tutti questi mesi, mi ero dimenticato quanto fosse gratificante essere temuti e rispettati. Forse dovrei...

Qualcosa di più rapido dell’occhio umano lo afferra per un braccio, sollevandolo. Con il vento in faccia sempre più forte, l’Uomo Radioattivo aumenta di nuovo il proprio calore corporeo; questa volta, è abbastanza caldo da fondere il ferro. Ma Mayhem non sembra neanche accorgersene.

-Sei troppo testarda per capire di aver perso ? Niente può oltrepassare il mio campo di forza radioattivo ! Neanche il martello di Thor !

-Ancora con ‘sta storia? Dillo a qualcuno a cui interessa – risponde Mayhem, fermandosi e lasciando andare il braccio – Ho qualcos’altro con cui colpirti.

L’Uomo Radioattivo non può sentirla, però, e resta perplesso quando vede la sua bocca muoversi senza emettere suono. E si chiede anche perché non stia precipitando.

Poi guarda verso il basso.

-Un pianeta – conclude Mayhem, mostrandogli il dito medio...e rilasciando una scarica di energia verde dagli occhi.

Mentre precipita dal limite esterno dell’atmosfera, l’Uomo Radioattivo si decide: se sopravvivrà al rientro, rassegnerà le dimissioni dalla Villains LTD.

 

Terra Selvaggia, Antartide

Sede centrale della Villains LTD

Augustus DeCeyt controlla l’orologio per la seconda volta. Ovviamente non ne ha davvero bisogno, perché ha calcolato tutto al decimo di secondo da mesi, però non riesce a farne a meno.

Di fronte a lui fluttua la Chiave dello Zodiaco. Alle sue spalle, il gigantesco macchinario ha cui ha dedicato ogni singolo momento delle ultime settimane.

Si toglie l’elmetto e lo appoggia sulle gambe. Attende seduto, praticamente immobile.

-Decenni di piani. I miei sogni ad un passo dall’avverarsi – parla da solo, l’eco delle parole che rimbomba nella base ormai deserta – Tra tutte le possibilità calcolate, tra tutti gli eventi che avevo previsto, non avrei mai immaginato...di finire in anticipo.

E così l’Imperatore del Crimine, ormai solo ed abbandonato da tutti, aspetta seduto in silenzio, in una stanza dalle luci spente illuminata solo dalla flebile luce dorata della Chiave.

Il suo momento è vicino.

 

Cancún, Messico

Mayhem atterra sulla spiaggia, mentre Slim Snake si sta infilando un paio di pantaloni rubati chissà dove da Switch...e per qualche ragione, ha un braccio solo.

“Credo ci vorrà un po’ per abituarsi” pensa, mentre Zero sta urlando qualcosa al resto della squadra.

-...completamente fuori di testa!!! Avevamo un piano nei minimi dettagli, per quale ragione lo hai attaccato da solo? Avrebbe potuto ridurti in cenere!!!

-Non lo so, al momento sembrava una buona idea – si difende il Deviante, afferrando il braccio semicarbonizzato da terra e rimettendolo a posto.

La spalla si riforma in un istante, e Slim Snake può già muovere le dita.

-Wow, non pensavo di poterlo fare. Cos’è questo? – si chiede, osservando gli occhiali di Shades che stringe ancora in mano.

-Dammi questi – gli risponde Zero, strappandogli gli occhiali – Giuro che se avessi saputo con che razza di teste calde avrei avuto a...un secondo. Non li avrai indossati, vero?

-Ho solo guardato attraverso le lenti – si scusa Slim Snake.

-Idioti. Come avrete fatto a non farvi ammazzare per tutto questo tempo...  – mormora, appoggiando gli occhiali a terra.

-Hey, non credi di esagerare un po’ con la ramanzina? – protesta Insomnia.

-Stà zitta e guarda – risponde bruscamente Zero, estraendo una piccola torcia da chissà quale tasca e posizionandola di fronte agli occhiali da sole, accesa.

Passano alcuni secondi di silenzio.

-Hey, ho ammazzato l’Uomo Radioattivo, sapete? – prova a rompere il ghiaccio Mayhem, subito zittita da Pathfinder che indica a terra.

Gli occhiali da sole non proiettano nessuna ombra. Ma, contrariamente a qualsiasi legge della fisica e del buon senso, le ombre della torcia e di tutti i presenti si sono spostate nella direzione degli occhiali.

-Merda. Quel figlio di puttana è ancora vivo – capisce Switch.

Eclisse recupera gli occhiali da sole, riponendoli nella propria custodia e stringendoli al petto.

-Quel “figlio di puttana” è mio padre, quindi d’ora in avanti questi li tengo io. Qualcosa in contrario?

-In effetti – interviene una voce femminile – Io avrei dei piani migliori.

 

Mayhem non riconosce la donna vestita di nero, né prova qualcosa di particolare per colpa di quello strano bagliore dorato emesso dai suoi occhi.

Poi nota che non è la sola: Insomnia e Switch puntano le loro armi contro di lei, mentre Pathfinder e Slim Snake afferrano Eclisse per le spalle. La mezza vampira e Zero sembrano essere gli unici presenti a non essere influenzati da questa donna.

-Il Flagello Nero, presumo – capisce Zero – Hai già ucciso Gorgon, o volevi lasciarti qualcosa da fare per il fine settimana?

-Curioso, sembra che io non riesca a controllare la tua mente...così come le due ragazzine. Non ho idea di chi tu sia, e francamente non mi interessa: sono qui per quelli.

Il Flagello Nero indica gli occhiali da sole di Shades, ancora tra le mani di Eclisse...che nonostante la presa d’acciaio di Pathfinder e Slim Snake riesce a liberare le braccia quanto basta per indossarli.

-Vieni a prenderteli  - risponde sorridendo, mostrando i canini.

 

Havana, Cuba

E’ ancora notte nell’isola, ma alcuni cubani sono corsi verso il mare quanto hanno sentito il terribile boato. Alcuni giurano di aver visto delle fiamme cadere dal cielo. Si parla di una meteora, si parla di una bomba, si parla di un qualche tipo di attacco.

In silenzio, un uomo dai tratti asiatici e la pelle verde brillante emerge sulla spiaggia. In mare, migliaia di pesci morti per acuto avvelenamento da radiazioni salgono a galla.

 

Terra Selvaggia, Antartide

Sede centrale della Villains LTD

Augustus DeCeyt è rimasto immobile per le ultime due ore. Occasionalmente, le sue dita picchiettano qualcosa sul casco riposto sulle ginocchia.

Sta aspettando. Dopotutto, non si è forse meritato un po’ di sano riposo?

 

CONTINUA !!!